Lapidecollettiva
MDP #37 - Colle del Lys, 2 luglio 1944
Descrizione
L’importanza strategica della Val di Susa impedì di crearvi, come altrove, una zona libera. L’unico tentativo fatto il 26 giugno ’44 coinvolse tutte le formazioni partigiane delle valli Chisone, Sangone, Lanzo e Susa, si concluse con un insuccesso e la rappresaglia fu immediata. Il 2 luglio 1944, preceduta da una ricognizione aerea, una colonna di una ventina tra autoblindo e carri armati e munita anche di cannoni salì da Almese verso Rubiana. Da qui avanzò con una manovra a tenaglia, mentre dalla piazza del paese i cannoni sparavano sulle basi dei partigiani, attestati sul col del Lys, i quali persi sei uomini nel tentativo di fermare il nemico, effettuarono una manovra di sganciamento durante la quale ventisei giovani furono però catturati, brutalmente seviziati, uccisi e, infine, abbandonati lungo la strada verso il Colle San Giovanni. Nei giorni successivi la popolazione e alcuni partigiani sfuggiti al rastrellamento ricomposero le loro salme e le allinearono nel luogo dove oggi sorge il monumento che evoca le vittime dell’eccidio, a poche centinaia di metri dalla Torre alla sommità del Lys oggi dedicata a tutti i 2024 caduti della Resistenza nelle valli di Lanzo, di Susa, del Sangone e del Chisone.
Dedicatari
Remolif Attilio
Doria Elvano
Giuliano Giovanni
Zanzola Agostino
Catania Salvatore
Fungo Giuseppe
Borlo Pietro
Fagnoni Renzo
Gobbo Giovanni
Castriota Scanderbeg Luigi
Martinon Mario
Righeschi Bruno
Longato Ugo
Faglia Lorenzo