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LapidecollettivaBuono

Lapidi collettive Si compone di due lapidi una bianca e una nera a ricordo dei 15 partigiani, tre rimasti ignoti, fucilati a Finero il 23 giugno 1944 dai nazifascisti. Entrambe le lapidi sono poste su mensole, una è racchiusa da cornice modanata con croce apicale, l’altra è inserita in edicola. Sulla lapide nera ci sono foto contemporanee all’evento che testimoniano l’uccisione dei partigiani. Il monumento all’esterno è posizionato sul lato strada. Il monumento è formato da una parete di cemento davanti alla quale si trova un basamento, anch’esso di cemento, su cui poggia una statua di bronzo; sul lato anteriore del basamento si trova un murales. Il monumento lungo ricorda tutti i caduti della guerra di Liberazione.

Iscrizione

Iscrizioni: (sulla lapide a sinistra) Il 23 Giugno 1944 In Questo Luogo Ormai Sacro Venivano Barbaramente Fucilati Dalle Armi Nazi-Fasciste 15 Partigiani Eroici Che Con Fierezza Affrontavano Morte Gloriosa Per La Liberta' Della Patria Asservita Allo Straniero (lapide a destra) PARTIGIANI MARTIRI fucilati a Finero il 23 giugno 1944 BARBAINI Luciano nato a Milano il 10.11.1923 BARLASSINI Giuseppe nato a Milano il 09.03.1923 CRESCINI ALOISI Mario nato a Ghedi il 19.09.1925 LANTERI nato a Avola il 11.11.1907 MARTINELLI Mario nato a Suna il 24.10.1912 PASSETTI Olindo residente a Tradate PATERNOSTER Serafino nato Mechel il 29.04.1906 PEZZOTTI Pietro nato a Bolgari il 31.07.1924 RICCI Gaetano nato a Samarate il 17.09.1914 ROVEDA Pasquale nato a Milano il 02.04.1893 TURATI Luciano nato a Affori il 26.09.1925 ZIGLIANI Giuseppe nato a Intra il 18.12.1922 N. 3 Partigiani ignoti. Iscrizione del Monumento esterno al cimitero a lato strada Ai Caduti Per La Libertà Val Grande - Cannobina - Vigezzo - Ossola 1943 -1945 Non Vollero Essere Ne Schiavi Ne Padroni Per Questo Uccisi Di Questo Ci Parlano

Descrizione

Nazisti tedeschi e fascisti italiani, rinchiusero nell’asilo di Malesco e seviziarono partigiani fatti prigionieri durante il rastrellamento del giugno 1944. L’impervia Val Grande (oggi parco nazionale e area wilderness più grande d’Italia) e le zone circostanti ospitavano diverse formazioni partigiane come la Valdossola, la Giovane Italia e la Battisti contro cui, in quell’inizio d’estate, si scatenò l’attacco di diverse migliaia di nazifascisti con l’appoggio di artiglieria e di aerei. Le vittime del rastrellamento  - compresi molti alpigiani in zona per la monticazione estiva  - furono circa trecento, la metà delle quali uccise dopo la cattura. Nelle cantine dell’asilo di Malesco, trasformato in prigione, transitarono decine e decine di partigiani, picchiati e torturati in interminabili “sedute” d’interrogatorio dai loro aguzzini. Molti di loro vennero poi tradotti nei luoghi di fucilazione, a Fondotoce di Verbania, Beura, Baveno. E a Finero dove, dietro il piccolo cimitero, in quindici vennero messi al muro e fucilati il 23 giugno1944.

Fonti

Fonti a stampa:<p><strong><span style="font-size: 11.0pt; line-height: 107%; font-family: 'Calibri Light',sans-serif; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-fareast-font-family: Calibri; mso-fareast-theme-font: minor-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin; mso-bidi-theme-font: major-latin; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: EN-US; mso-bidi-language: AR-SA;">Nico e Lino Tordini,<em> Partigiani di Valgrande</em>, Alberti editore. &ldquo;Libri in cammino&rdquo; del Parco della Valgrande.</span></strong></p>