LapideOttimo
Albert Kesselring, comandante delle forze armate tedesche in Italia durante la Seconda Guerra Mondiale, è stato il responsabile di numerosi massacri, tra cui quello delle Fosse Ardeatine e la strage di Marzabotto. Processato nel 1947 e condannato a morte, la pena è stata commutata in ergastolo e nel 1952 è liberato per presunte ragioni di salute. In realtà, vivrà altri otto anni da uomo libero in Germania, diventando un'icona per ambienti neonazisti bavaresi. Senza alcun pentimento per le sue azioni, dichiara che gli italiani avrebbero dovuto erigergli un monumento. In occasione dell'ottavo anniversario della morte di Duccio Galimberti (30/04/1906 - 03/12/1944), il Comitato cittadino per le onoranze alla Memoria dell’Eroe ha promosso la posa di una lapide, contenente un testo scritto da Piero Clamandrei, nel Palazzo Civico di Cuneo per esaltare la Resistenza e protestare contro la scarcerazione dell'ex maresciallo nazista. Il Comitato, insieme a diverse associazioni e partiti, ha curato e fatto scolpire l'epigrafe prima che venisse esaminata dalle sedi comunali, ponendo l'amministrazione di fronte al fatto compiuto. La vicenda ha generato un acceso dibattito in Consiglio Comunale. Il Sindaco Mario Delpozzo e una parte dei consiglieri, pur con qualche perplessità sulla citazione diretta di Kesselring, hanno ritenuto opportuno consentire la posa per evitare una brutta figura o una frattura tra le forze partigiane. Di contro, alcuni esponenti del Consiglio hanno evidenziato che una pietra destinata a durare nel tempo non potesse contenere un'iscrizione mai approvata dal Comune, chiedendone quindi la revisione. Per superare lo stallo è stato proposto di separare l'autorizzazione materiale del collocamento dal giudizio sul testo. Il Consiglio ha così approvato a grande maggioranza una delibera che consentiva "l'apposizione sullo scalone del Palazzo Civico di una lapide ad esaltazione della Resistenza". Nella medesima delibera si precisava che, "Considerato che il testo, redatto dall'apposito Comitato non fu tempestivamente sottoposto né alla Giunta né al Consiglio, si astiene dall'entrare nel merito del testo stesso".
Posa: 21 dicembre 1952
Iscrizione
LO AVRAI CAMERATA KESSELRING IL MONUMENTO CHE PRETENDI DA NOI ITALIANI MA CON CHE PIETRA SI COSTRUIRÀ A DECIDERLO TOCCA A NOI NON COI SASSI AFFUMICATI DEI BORGHI INERMI STRAZIATI DAL TUO STERMINIO NON COLLA TERRA DEI CIMITERI DOVE I NOSTRI COMPAGNI GIOVINETTI RIPOSANO IN SERENITÀ NON COLLA NEVE INVIOLATA DELLE MONTAGNE CHE PER DUE INVERNI TI SFIDARONO NON COLLA PRIMAVERA DI QUESTE VALLI CHE TI VIDE FUGGIRE MA SOLTANTO COL SILENZIO DEI TORTURATI PIÙ DURO D’OGNI MACIGNO SOLTANTO COLLA ROCCIA DI QUESTO PATTO GIURATO FRA UOMINI LIBERI CHE VOLONTARI SI ADUNARONO PER DIGNITÀ NON PER ODIO DECISI A RISCATTARE LA VERGOGNA E IL TERRORE DEL MONDO SU QUESTE STRADE SE VORRAI TORNARE AI NOSTRI POSTI CI RITROVERAI MORTI E VIVI COLLO STESSO IMPEGNO POPOLO SERRATO INTORNO AL MONUMENTO CHE SI CHIAMA ORA E SEMPRE RESISTENZA VIII ANNIVERSARIO DEL SACRIFICIO DI DUCCIO GALIMBERTI - 3 DICEMBRE 1952
Descrizione
In risposta a questa provocazione, Piero Calamandrei scrive la celebre epigrafe "Lo avrai, camerata Kesselring...", posta dal comune di Cuneo nello scalone del Municipio, poi posta in vari luoghi simbolo della Resistenza in Italia, come Sant'Anna di Stazzema e le Fosse Ardeatine.
Posatori
Comitato Cittadino per le onoranze alla Memoria dell'EroeComune di Cuneo
Eventi commemorati
Fonti
Fonti archivistiche:<p>Archivio Storico del Comune di Cuneo - Del C.C. 33 in archivio storico </p>