MDP #66 - Lapide ai fucilati della Cittadella, 20 febbraio, 17 e 18 marzo 1945
Iscrizione
Partigiani fucilati dai nazifascisti in Cittadella Partigiano Scassi Cap. Luciano di Antonio C.L.S. 1913 fucilato il 20-II-1945 Partigiano Buscaglia Amedeo di Giacinto C.L.S. 1923 fucilato il 20-II-1945 Partigiano Scaramuzza Pietro di Agostino C.L.S. 1922 fucilato il 20-II-1945 Partigiano Gino Ettore fu Felice C.L.S. 1924 fucilato il 20-II-1945 Partigiano Colaluca Libero di Giovanni C.L.S. 1907 fucilato il 18-III-1945 Partigiano Guida Francesco di Ernesto C.L.S. 1922 fucilato il 17-III-1945 Caddero invocando Italia, libertà e fu grido di amore che vinse la tirannide e riaccese nei cuori la fraternità. Guerra di Liberazione 1943-1945
Descrizione
All’interno della Cittadella diverse lapidi ricordano eventi della Seconda guerra mondiale. Una in particolare ricorda un gruppo di partigiani fucilati quasi al termine della guerra. Il 18 febbraio 1945, quando un gruppo di militi fascisti, forse guidati da una spia, fece irruzione in un cascinale di Castellazzo Bormida. La retata portò alla cattura di Luciano Scassi, comandante di Divisione G.L. nell’Acquese e fondatore del movimento partigiano d’ispirazione “Giellista” in provincia di Alessandria, legato al Partito d’Azione. Ritenuto responsabile, con i suoi uomini, di azioni di guerriglia e di sabotaggio, fu tradotto in carcere ad Alessandria. Per lui e altri tre compagni di lotta fu convocato d’urgenza il Tribunale militare, che pronunciò la condanna alla pena capitale. Il 20 febbraio, davanti a uno dei bastioni della Cittadella, Luciano Scassi e altri tre partigiani, mentre il plotone di esecuzione caricava le armi, intonarono l’Inno di Mameli e caddero al grido «Viva l’Italia!».