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Il 10 ottobre circa 2.000 partigiani, appartenenti soprattutto alla II Divisione Langhe occuparono la città quasi senza combattere, poiché la guarnigione fascista, dopo ripetuti attacchi partigiani e in seguito a trattative mediate dalla curia vescovile, aveva abbandonato Alba. La conquista ebbe soprattutto un valore politico e simbolico, poiché i comandanti partigiani erano consapevoli delle difficoltà di mantenere a lungo il controllo della città. Nella notte del 2 novembre, le forze della Repubblica Sociale Italiana, tra cui reparti della Guardia Nazionale Repubblicana e delle Brigate Nere di Torino e Cuneo, attraversarono il Tanaro e avanzarono verso Alba, entrando in città all’alba. Inferiori numericamente e in difficoltà organizzative e logistiche, i partigiani si ritirarono sulle colline circostanti. 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