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Fucilazione

Mosso Santa Maria, 20-21 febbraio1944

Nel primo inverno dei partigiani biellesi, nella zona del Bocchetto Sessera, agiscono tre distaccamenti della 2a brigata Garibaldi “Biella”, costituitasi a metà gennaio 1944. Durante uno dei rastrellamenti condotti dal battaglione “Tagliamento” della Gnr, sono catturati otto uomini del distaccamento “Piave” all’alpe Prapian il 20 febbraio 1944. Il giorno successivo, dopo essere stati portati al cimitero di Santa Liberata a Mosso Santa Maria, sette di loro sono fucilati alla schiena. L’ottavo partigiano fatto prigioniero non viene fucilato, ma denunciato al Tribunale militare perché «[…] è stato provato che fa parte della banda soltanto da tre giorni e non ha preso parte ad alcuna azione con elementi della banda stessa». Tra le vittime vi sono due soldati alleati ex prigionieri di guerra, un australiano e un neozelandese. Nello stesso luogo, qualche giorno prima, i partigiani avevano eliminato dodici persone ritenute essere dei collaborazionisti.

Luoghi

Enti coinvolti