Rastrellamento3 marzo 1945

Aramengo, 03.03.1945

I nazifascisti, per garantirsi la possibilità di operare la ritirata dei reparti verso la Lombardia, ai primi di marzo del 1945 danno il via ad una vasta operazione militare che coinvolge inizialmente la parte settentrionale della provincia di Asti. Partendo il 2 marzo da Cocconato, vengono in successione coinvolti nelle azioni di rastrellamento Albugnano, Baldichieri, Cortazzone, Moncalvo, Casalborgone, Castelnuovo don Bosco, Gallareto, Grana, Scurzolengo, San Desiderio di Calliano, Schierano, Primeglio, Berzano San Pietro, Moncucco Torinese, Soglio, Camerano Casasco, Piea, Piovà Massaia, Passerano, Berzano San Pietro, Cortanze, Montafia, San Damiano, Cisterna, San Paolo Solbrito, Montiglio, Odalengo, Grazzano, Montemagno, Viarigi, Accorneri, Cinaglio, Settime, Montechiaro, Montegrosso, Viarigi, Refrancore, Portacomaro, Callianetto, Valmanera, Villa San Secondo, Corsione, Cerreto, Villafranca, Villanova e Montiglio, Casorzo, Castell’Alfero. I partigiani, inizialmente colti di sorpresa, abbandonano la difesa stanziale adottata nell’inverno e, dopo rapidi sganciamenti, rientrano nei giorni successivi nelle loro sedi. Il 6 e il 7 marzo si svolgono violenti scontri tra San Damiano d’Asti e Cisterna, che proseguono il giorno 8 a Santo Stefano Roereo (CN). Mentre la strage di Cascina Baudina è attribuibile a un non meglio identificato reparto tedesco, le altre uccisioni e le fucilazioni di Asti sono attribuibili a reparti della Rsi Matrice: Fascista Modalità: fucilazione Vittime totali: 1, uomini: 1

Luoghi

Persone coinvolte

Fonti

Fonti digitali:Atlante Stragi Nazifasciste – sqlite:87746