Rastrellamento20 luglio 1944

ALPE DI NOVEIS, CAPRILE, 20.07.1944

Dopo le esperienze delle zone libere nel giugno del 1944, reparti tedeschi e fascisti ritornano in Valsesia e nel Biellese orientale, dando avvio a nuovi rastrellamenti accompagnati da esecuzioni condotte con particolare ferocia. Molti partigiani si rifugiano negli alpeggi tra Valsesia e Valsessera, in particolare all'Alpe Noveis, già rifugio di ex prigionieri alleati e base partigiana nei primi mesi di vita delle bande. Tra il 19 e il 20 luglio, reparti nazifascisti attaccano la zona. La battaglia è violenta, ma i partigiani riescono inizialmente a resistere, arretrando prima verso il monte Gemevola e successivamente sul monte Barone. Approfittando della nebbia e della pioggia, riescono infine a sganciarsi, fuggendo all'accerchiamento in piccoli gruppi. Un gruppo di sette partigiani trova rifugio presso una famiglia di Caprile, ma viene tradito da una delazione. La casa viene circondata; i partigiani vengono catturati, condotti all’alpe Noveis, dove, dopo maltrattamenti e torture, vengono fucilati e sepolti sommariamente. Matrice: Nazifascista Modalità: fucilazione Vittime totali: 7, uomini: 7

Luoghi

Fonti

Fonti digitali:Atlante Stragi Nazifasciste – sqlite:87885