Fucilazione1 gennaio 1944
Balangero, s.d.
All’inizio della primavera del 1944 a Balangero, località nelle valli di Lanzo, alcuni partigiani comandati da Nando Burlando e da Aldo Giardino assaltano un presidio di SS italiane. Durante lo scontro perde la vita un ufficiale e, secondo fonti garibaldine, quarantadue uomini vengono catturati e portati a Corio. In risposta a quest’azione il generale Peter A. Hansen al comando delle Brigate SS italiane ordina al capitano Tullio Traverso, acquartierato a Pinerolo con il suo Battaglione, di raggiungere la zona e di mettere a disposizione una Compagnia. Il 1° aprile inizia la rappresaglia che porta alla fucilazione di nove civili e all'incendio di due abitazioni. I reparti di SS italiane al comando di Traverso e del tenente Allodi, irrompono in paese la mattina presto: tutti gli uomini presenti sono rastrellati e divisi in due gruppi: celibi e ammogliati. Il primo gruppo, circa una ventina, è quello destinato alla fucilazione. Per diverse ragioni vengono risparmiate undici persone. La fucilazione avviene in un prato erboso adiacente alla piazza. Tullio Traverso è processato nel 1951. La difesa sostiene che la sua presenza ha contenuto la rappresaglia poiché nelle intenzioni dell’alleato tedesco vi era la volontà di fucilare quaranta civili e di dar fuoco all’intero paese. La pena all'ergastolo viene commutata in trent’anni di reclusione: sconterà solo 12 anni e 4 mesi.
Vittime totali: 10
Luoghi
Fonti
Fonti digitali:Atlante Stragi Nazifasciste – sqlite:9805