Rastrellamento25 agosto 1944

BALDISSERO, 25.08.1944

Tra fine luglio e inizio agosto 1944 giungono nei Roeri, (al confine tra le province di Cuneo, Torino e Asti) zona d’importanza per le comunicazioni e ormai “infestata” dai ribelli, enormemente cresciuti nelle Langhe e anche nella pianura al nord del Cuneese, importanti formazioni della RSI: 1° Reggimento CARS (ovvero i Cacciatori degli Appennini), la Brigata Nera “Ricciarelli”, due compagnie della Muti, reparti di SS. Italiane assieme a forze tedesche, prime avvisaglie di reparti della Divisione Monterosa. Inizia da parte nazifascista una vera e propria caccia all’uomo di partigiani (Gianni Alessandria e Franco Casetta morti in combattimento) e loro collaboratori, in una zona ove agiscono reparti partigiani poco coordinati fra loro, in un momento di confusione in cui si arriva a sottoscrivere una tregua con la Muti, la cui conseguenza porterà a catturare gli elementi più rappresentativi della Resistenza roerina e braidese: Leonardo Cocito, Marco Lamberti, Osvaldo De Zardo, Giorgio Porello (tutti impiccati a Carignano il 7 settembre 1944) e Pietro Chiodi, deportato. In questo clima di “sbandamento” e, nello stesso tempo di guerriglia diffusa e spontanea, le forze della RSI operano rastrellamenti quotidiani, catture con fucilazioni e deportazioni di civili e partigiani. Matrice: Nazifascista Modalità: uccisione con armi da fuoco Vittime totali: 1, uomini: 1

Luoghi

Persone coinvolte

Fonti

Fonti digitali:Atlante Stragi Nazifasciste – sqlite:87959