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Vera e Libera Arduino, 13 marzo 1945

La notte dell’12 marzo 1945 fascisti delle Brigate nere che si erano finti partigiani irruppero nella casa delle sorelle Arduino, di 19 e 16 anni, e le arrestarono con il padre, due ospiti e due vicini di casa, tutti impegnati nella Resistenza in città. Nella stessa notte il padre Gaspare fu ucciso a colpi di rivoltella in Corso Belgio con il vicino. Alberto Ellena riuscì a fuggire. Aldo De Carli, il fidanzato di Vera ucciso invece al Valentino. Libera e Vera e la vicina, una staffetta partigiana, furono portate alla “Casa Littoria” e nella notte seguente portate sulla sponda del canale della Pellerina. Qui Vera e Libera vennero trucidate mentre Rosa Ghizzone, ferita, riuscì a fuggire tuffandosi nelle acque della Pellerina. Morirà però un anno dopo. La notizia si sparse in città e il 16 marzo, ai funerali, i Gruppi di difesa della donna organizzarono una manifestazione davanti al cimitero e quando i fascisti arrivarono sparando per aria, gli uomini accorsi dovettero disperdersi, ma in cento furono arrestati.

Luoghi

Enti coinvolti