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Discorso di Duccio Galimberti, Cuneo, 26 luglio 1943

Il 26 luglio 1943, il giorno successivo alla destituzione di Mussolini da parte del Gran Consiglio del fascismo e al suo arresto, Duccio Galimberti prende la parola dal balcone della sua abitazione di Cuneo, che si affaccia sulla piazza ora intitolata al padre Tancredi, pronunciando un discorso che è una dichiarazione di guerra al nazifascismo: «La guerra continua fino alla cacciata dell’ultimo tedesco, fino alla scomparsa delle ultime vestigia del regime fascista, fino alla vittoria del popolo italiano che si ribella contro la tirannia mussoliniana; ma non si accoda a una oligarchia che cerca, buttando a mare Mussolini, di salvare se stessa a spese degli italiani». Sono parole che, anche se non immediatamente capite, indicano l’unica strada possibile da percorrere: la via della guerra contro i tedeschi e i fascisti. L’11 settembre successivo, dodici uomini salgono in montagna e si installano a Madonna del Colletto, dando vita alla banda “Italia Libera”, la prima formazione di Giustizia e Libertà del Cuneese.

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